Nel 1087 una spedizione navale partita dalla città di Bari verso Myra, divenuta nel frattempo musulmana, si impadronì delle spoglie del Santo, che nel 1089 vennero definitivamente poste nella cripta della Basilica eretta in suo onore.
L’ idea di trafugare le sue spoglie venne ai baresi nel contesto di un programma di rilancio dopo che la città, a causa della conquista normanna, aveva perduto il ruolo di residenza del catapano e quindi di capitale dell’Italia bizantina. In quei tempi la presenza in città delle reliquie di un santo era importante non solo dal punto di vista spirituale ma anche mèta di pellegrinaggi e quindi fonte di benessere per l’indotto economico generato.
fonte: San Nicola a Bari da Myra, storia del Santo - Associazione H1
la bontà del suo gesto, il Santo vescovo di Myra, è rimasto legato alla figura del vecchio porta doni. È diventato il Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta regali ai bambini. Ogni popolo lo ha fatto proprio, modificandolo in base alle diverse tradizioni locali, pur conservandogli le caratteristiche fondamentali, prima fra tutte quella di difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie.
In quanto porta doni per eccellenza è divenuto sin da subito il patrono dei bambini e ragazzi ma anche delle fanciulle che si avviano al matrimonio e dei marinai. Ma la tradizione di San Nicola che porta regali ai bambini in Italia è festeggiata non solo a Bari, ma anche a Molfetta, Trieste e Bolzano, in Friuli e in Alto Adige, nel Bellunese e nella Sinistra Piave, sotto il nome di San Nicolò. Nelle località dell’Arco Alpino (Svizzera, Austria, Alto Adige) San Nicolò è solitamente accompagnato da un personaggio chiamato Krampus, una sorta di diavolo a cui si attribuisce il ruolo di rapitore di bambini.
fonte: San Nicola a Bari da Myra, storia del Santo - Associazione H1
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